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San Giovanni Battista in Bragora

SAN GIOVANNI IN BRAGORA

Per secoli l’arte della città – voluta e realizzata per i suoi edifici di culto, i suoi palazzi, le sue magistrature – si è costretta al chiuso del Museo, quasi cercando riparo dalle aggressioni dell’uomo, dalle offese del tempo.

In un solo luogo il Museo si è aperto alla città, in un rapporto di appartenenza e di amore: la Chiesa, luogo di sintesi sublime e perenne di culto e di cultura.

Qui l’arte e la storia da sempre esprimono e conservano i propri documenti e testimoninanze, segni d’amore e devozione, di intelligenza e bellezza.

Qui, nelle opere artistiche e nei monumenti, nelle biblioteche e negli archivi il passato continuanente si attualizza, nella comunicazione di ideali e valori, che “parlano”, a chi sa e si dispone ad intenderli, nella gloria di Dio e nella grandezza dell’Uomo. 

La Chiesa di San Giovanni Battista in Bragora sorge appartata in un angolo del campo nella sua semplice e sera facciata in cotto tardogotica con una parte curvilinea che la chiude in alto, quasi un timido affacciarsi al Rinascimento, che poco dopo in Venezia esploderà in tutta la sua bellezza nella vicina chiesa di San Zaccaria e nella chiesa dei Miracoli a Cannaregio.

La tradizione vuole che alla Bragora, già all’inizio del VII secolo, esistesse una chiesa dedicata a San Giovanni Battista, voluta da San Magno Vescovo di Oderzo, il quale nel 639 fu costretto a ripararsi nella laguna a causa dell’invasione dei longobardi. La prima documentazione che attesta l’esistenza di una Chiesa di San Giovanni in Bragora è del 1090 ma sembra che la chiesa sia stata eretta nell’anno 827 dalla famiglia Stalonici. Nei secoli successivi l’edificio subì numerosi rifacimenti, ma la completa riedificazione nel suo  aspetto tardogotico fu intrapresa verso la seconda metà del 1400 con l’ascesa al soglio pontificio del Veneziano Pietro Barbo, Paolo II. Del vecchio edificio bizantino, sopravvive sulla facciata sopra la grande finestra circolare , la Croce in pietra d’Istria decorata con tralci di vite. Tracce del Battesimo di Cristo  si possono ancora leggere nell’affresco settecentesco sulla lunetta del portale principale. Sempre sulla facciata, una lapide ricorda che in questa chiesa venne battezzato Antonio Vivaldi.

 

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